Il 2026 sarà un anno chiave per il settore agroalimentare europeo: l’entrata in vigore di importanti aggiornamenti normativi impatterà soprattutto su sicurezza, qualità e trasparenza della filiera. Per aziende e operatori significa prepararsi per tempo e adeguare processi, controlli e sistemi di tracciabilità perché siano in linea con il nuovo quadro legislativo. Vediamo i principali interventi che riguardano il nostro settore e quando entreranno in vigore.
MOCA: nuovi obblighi di etichettatura
(Termine fase transitoria settembre 2026)
Il Regolamento (UE) 2025/351, entrato in vigore nel marzo 2025, introduce requisiti più stringenti per i materiali e oggetti in plastica a contatto con alimenti (MOCA). L’intera normativa rafforza le regole su purezza delle materie prime, tracciabilità e documentazione lungo la filiera. A dicembre 2025 sono scattati i primi obblighi di etichettatura, ma è prevista una fase transitoria che termina a settembre 2026. Settori più impattati:
- Produttori di imballaggi plastici e MOCA, converter, stampa/adesivi compatibili, riciclatori.
- Industrie alimentari che usano packaging plastico (audit fornitori, dossier MOCA, DoC).
QDCA e Digitalizzazione agricola
(dal 1° gennaio 2026)
A partire dal 1° gennaio 2026 è diventato obbligatorio in Italia il Quaderno di Campagna Digitale Aziendale (QDCA), il registro elettronico obbligatorio per gli agricoltori italiani, che sostituisce definitivamente quello cartaceo.
L’obbligo, collegato al sistema informativo nazionale (SIAN) e al quadro della PAC, riguarda la registrazione di trattamenti fitosanitari, fertilizzazioni e altre operazioni colturali, rappresentando un passaggio chiave verso una maggiore trasparenza e tracciabilità della produzione agricola.
PFAS nelle acque potabili: entrata in vigore dei nuovi limiti
(dal 12 gennaio 2026)
Tema sempre più centrale in Europa è quello della qualità dell’acqua e della presenza di contaminanti emergenti.
In attuazione della Direttiva (UE) 2020/2184, recepita in Italia con il D.Lgs. 18/2023, dal 12 gennaio 2026 diventano obbligatori i nuovi limiti per i PFAS nelle acque potabili destinate al consumo umano.
Questi composti perfluoroalchilici e polifluoroalchilici persistono nell’ambiente per decenni e si accumulano nel nostro organismo, con effetti potenzialmente devastanti.
I parametri fissano soglie tra le più restrittive a livello internazionale per queste sostanze persistenti e dannose per la salute (“PFAS totale” e “somma di PFAS”), con impatti rilevanti anche sulla sicurezza delle filiere agroalimentari che dipendono dalla qualità della risorsa idrica.
In Italia, alcune applicazioni operative si completeranno nell’estate 2026. Il rinvio, motivato da esigenze di adeguamento tecnico e organizzativo, prolunga tuttavia per alcuni mesi l’applicazione di standard meno protettivi, con possibili ricadute anche sulla sicurezza delle filiere agroalimentari che dipendono dalla qualità della risorsa idrica.
Settori impattati: Tutte le aziende che usano acqua come ingrediente o input di processo, in particolare:
- beverage, imbottigliamento, birrifici
- lattiero-caseario
- IV gamma (lavaggi)
- carni/pesce (ghiaccio, lavaggi, sanificazioni)
- conserve/trasformazioni con consumo idrico elevato
Altri contaminanti emergenti nelle acque potabili: nuovi parametri obbligatori
(dal 12 gennaio 2026)
Dal 12 gennaio 2026 diventano pienamente applicabili i nuovi parametri per diversi contaminanti emergenti nelle acque destinate al consumo umano, introdotti dalla Direttiva (UE) 2020/2184 (rifusione della direttiva acque potabili) e recepiti in Italia con il D.Lgs. 18/2023. Oltre ai PFAS, la normativa rende obbligatorio il rispetto dei valori limite per sostanze quali:
- bisfenolo A (BPA),
- clorato,
- clorite,
- acidi aloacetici (sottoprodotti della disinfezione),
- microcistina-LR (tossina algale)
- e uranio.
L’introduzione di questi parametri rafforza il sistema di prevenzione dei rischi chimici emergenti, con effetti diretti sulla sicurezza dell’acqua potabile e, indirettamente, sulle filiere agroalimentari che ne dipendono, soprattutto in settori con:
- acqua come ingrediente (bevande)
- trattamenti con disinfezione/ossidanti (rischio clorati/cloriti)
- lavaggi e ricambi elevati (IV gamma, ortofrutta, carni/pesce)
Proroga per l’adeguamento degli statuti delle Organizzazioni di Produttori
(31 marzo 2026)
La misura consente un allineamento più graduale ai nuovi requisiti normativi comunitari, riducendo criticità organizzative e amministrative per gli operatori. A livello nazionale, il termine per l’adeguamento degli statuti delle Organizzazioni di Produttori alle disposizioni comunitarie è stato prorogato al 31 marzo 2026.
Residui di fosetil: nuova definizione e adeguamenti
Tutto il 2026 (quadro già applicabile dal 29 aprile 2025)
Sul fronte dei residui nei prodotti agricoli, il Regolamento (UE) 2619/2024, ha introdotto una nuova definizione di “residuo” per il fosetil e i composti correlati, aggiornando i limiti massimi per prodotti agricoli convenzionali e biologici.
In pratica il “metro “è ora l’acido fosfonico e non più la somma espressa come fosetil. Questo ha effetti su metodo analitico, interpretazione risultati e gestione non conformità (specialmente su produzioni fresche e import).
Nel corso del 2026 scattano le scadenze di “riesame programmato” degli LMR (livelli massimi di residui) su alcune categorie di prodotti esono attesi ulteriori adeguamenti operativi e analitici, con un impatto diretto sulle strategie di autocontrollo e sui piani di monitoraggio dei residui.
Settori impattati: tutte le filiere agricole/alimentari con controlli residui (produzione, cooperative, OP, confezionamento, GDO, export).
Trasparenza e dati di filiera: sviluppo dei sistemi informativi zootecnici
(Tutto il 2026)
Nel 2026 prosegue il rafforzamento degli strumenti di digitalizzazione e trasparenza della filiera agroalimentare, in particolare nel settore zootecnico.
In questo contesto si inserisce il progetto LEO – Livestock Environment Open Data, infrastruttura nazionale per la condivisione dei dati ambientali e produttivi.
Il Progetto Leo è la prima iniziativa in Europa a racchiudere in un’unica banca dati digitale tutte le informazioni relative al comparto zootecnico, settore produttivo chiave per l’economia italiana. Pur non essendo un obbligo normativo diretto, il sistema rappresenta un riferimento crescente per la gestione dei dati, la tracciabilità e la fiducia del mercato.
L’obiettivo finale è quello di fornire informazioni accessibili ad allevatori, studiosi, ricercatori, operatori del settore, professionisti e chiunque voglia utilizzarle, per sostenere e migliorare la qualità delle produzioni zootecniche italiane nel rispetto del benessere animale e dell’ambiente.
Nuove disposizioni UE su Listeria monocytogenes negli alimenti pronti al consumo
(1° luglio 2026)
Dal 1° luglio 2026 entrerà in vigore il Regolamento (UE) 2024/2895, che modifica il Regolamento (CE) \n. 2073/2005 precedente sui criteri microbiologici degli alimenti pronti al consumo favorevoli alla crescita di Listeria monocytogenes.
Le nuove disposizioni impongono una revisione dei processi produttivi e dei piani HACCP, rafforzando il controllo lungo tutta la catena, dalla produzione alla distribuzione.
La Commissione europea ha accompagnato la modifica con un documento di orientamento aggiornato sul monitoraggio di Listeria monocytogenes e sugli studi di shelf-life per gli alimenti pronti al consumo.
Le nuove regole colmano una lacuna normativa per gli alimenti di categoria 1.2 in grado di supportare la crescita del microrganismo, estendendo il criterio “Listeria monocytogenes non rilevata in 25 g”.
Gli operatori del settore alimentare devono dimostrare che tali prodotti restino conformi ai requisiti per tutta la loro shelf-life. Il documento fornisce indicazioni pratiche su classificazione degli alimenti, criteri applicabili, necessità degli studi di shelf-life e modalità di validazione, verifica e documentazione degli stessi.
Settori più impattati:
- Industrie RTE: gastronomia pronta, IV gamma, salumi affettati, pesce affumicato, latticini freschi, piatti pronti, GDO con reparti take-away.
- Laboratori/QA e consulenza HACCP: più validazioni shelf-life e piani di monitoraggio.

In questo contesto normativo in continua evoluzione, Generon SpA monitora costantemente le novità legislative a livello europeo e nazionale, integrandole nello sviluppo e nell’aggiornamento dei propri prodotti, per supportare gli operatori della filiera nel rispetto dei requisiti normativi e nella tutela della sicurezza alimentare.